Chi tocca un*, tocca tutt*

Questa settimana gli Stati Uniti e il mondo intero sono stati scossi e devastati dal brutale assassinio a sangue freddo di George Floyd a Minneapolis che, ancora una volta, hanno portato alla ribalta il razzismo profondo e la brutalità della polizia in quel paese (purtroppo, non l’unico). Immediatamente e spontaneamente si sono scatenate le enormi proteste di cui abbiamo visto le foto che ancora ci riempiono gli occhi, e che ancora continuano.

In questo articolo ci vogliamo soffermare, tra le tante potentissime e commoventi iniziative di protesta e solidarietà, sulle azioni e dichiarazioni dell’Amalgamated Transit Union, ovvero, un sindacato dei trasporti, che tra Stati Uniti e Canada conta più di 200,000 persone iscritte. Ci ha colpito molto la decisione coraggiosa di questo sindacato.

Qualche giorno dopo l’orrenda uccisione di George Floyd, l’ATU dichiara sul suo sito che gli autisti di mezzi pubblici a Minneapolis iscritti al loro sindacato hanno tutto il diritto di rifiutarsi di trasportare poliziotti in transito verso le proteste, in segno di protesta verso l’omicidio. (…) “Inoltre, così come gli autisti di autobus iscritti al nostro sindacato hanno il diritto di rifiutare lavoro che considerano pericoloso o non sicuro durante la pandemia, allo stesso modo, gli autisti di autobus di Minneapolis hanno il diritto di rifiutare il pericoloso compito di trasportare la polizia che si reca verso le proteste per arrestare manifestanti, lontano dalle zone e comunità in cui vivono molti di questi autisti. Questo è un uso improprio del trasporto pubblico. L’ATU ha una lunga storia di lotta per la giustizia sociale, e per i diritti e la parità di trattamento di tutte le persone indipendentemente da razza, genere, religione o orientamento sessuale. Se vogliamo che esca fuori qualcosa di buono da questa situazione, noi, la classe lavoratrice, e il paese intero dobbiamo unirci per fermare il ciclo sistemico di ingiustizia, razzismo e odio che affligge il nostro paese“.

“Ora posso respirare”

La sezione ATU di Minneapolis, la Local 1005, pubblica allo stesso tempo una dichiarazione che potete trovare intera sulla loro pagina Facebook, di cui vi traduciamo alcuni frammenti:

(…) La brutalità della polizia è inaccettabile! Questo sistema non funziona in alcun modo per noi della classe lavoratrice, dal Coronavirus alla crisi economica che stiamo affrontando. (…) Ci opponiamo alla violenza senza senso perpetrata da un gruppo ridotto di persone. (…) In ATU abbiamo un motto, “NON UNO DI PIÙ”, che usiamo per riferirci agli attacchi subiti dai nostri autisti sul lavoro, che in alcuni casi hanno portato alla morte di alcuni di loro. Ora diciamo “NON UN’ALTRA PERSONA NERA” assassinata dalla polizia. NON UNO DI PIÙ! GIUSTIZIA PER GEORGE FLOYD!

Un torto fatto a unx di noi è un torto fatto a tuttx. Giustizia per George, giustizia per tutte le persone massacrate dalla polizia in ogni dove! La solidarietà di classe non ha confini!

“Sì, conosco i miei nemici! Sono gli insegnanti che mi hanno insegnato a combattere me stesso. Compromesso, conformismo, assimilazione, sottomissione, ignoranza, ipocrisia, brutalità, l’élite: tutti questi sono sogni americani”

Rage Against the Machine, Know your enemy

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